Non tutte le colle sono uguali: guida alla scelta dell’adesivo cementizio in base al tipo di piastrella, all’ambiente e ai carichi.

Quando si parla di posa di piastrelle, spesso si usa genericamente il termine “colla”, ma in realtà la scelta dell’adesivo giusto è un aspetto tecnico fondamentale per la buona riuscita e la durata nel tempo di un pavimento o di un rivestimento.

Gli adesivi per piastrelle si distinguono in base alla loro composizione chimica: quelli cementizi, i più diffusi, sono una miscela di leganti idraulici, additivi e cariche minerali; quelli in dispersione utilizzano agenti organici in forma polimerica acquosa; quelli reattivi, infine, sono a base di resine. La normativa di riferimento, la UNI 12004, classifica gli adesivi in base a caratteristiche come adesione, tempo aperto, scivolamento e bagnabilità.

Per scegliere il prodotto giusto occorre considerare tre fattori principali: la tipologia di piastrella da posare (gres porcellanato, monocottura, materiale lapideo, mosaico…), i carichi di esercizio a cui sarà sottoposta la superficie e l’ambiente di posa, sia esso interno, esterno o soggetto a umidità. Un adesivo cementizio standard, ad esempio, è adatto a ceramiche mediamente assorbenti in ambienti normali, mentre per materiali poco assorbenti, grandi formati o posa in verticale è necessario un adesivo migliorato, con maggiore deformabilità e resistenza allo scivolamento.

Affidarsi a un prodotto specifico, formulato secondo le reali esigenze del cantiere, non è un dettaglio secondario: significa garantire un’adesione duratura, evitare distacchi e fessurazioni, e assicurare al pavimento o al rivestimento una lunga vita utile.

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