Come l’intonaco armato con reti in fibra di vetro rende le murature più resistenti e sicure in caso di eventi sismici.

L’Italia è costruita in gran parte da edifici in muratura portante, molti dei quali risalgono a epoche in cui le tecniche costruttive non tenevano conto del rischio sismico. Per questo motivo, negli ultimi anni si sono diffuse tecnologie di consolidamento strutturale sempre più efficaci e poco invasive, tra cui il sistema CRM.
CRM è l’acronimo di Composite Reinforced Mortar, ovvero intonaco armato composito. Il funzionamento è relativamente semplice nei principi ma estremamente efficace nei risultati: una rete strutturale in fibra di vetro o carbonio viene annegata in una malta a base di calce, e collegata alla muratura esistente tramite connettori e ancoranti chimici. Il risultato è un rinforzo omogeneo e diffuso su tutta la superficie della parete, che aumenta la duttilità e la capacità di resistere ad azioni sismiche fuori dal piano e nel piano.
Rispetto ai metodi tradizionali, come le reti elettrosaldate, il sistema CRM offre diversi vantaggi: una minore rigidità complessiva, una riduzione del rischio di corrosione e una distribuzione più omogenea degli sforzi. È inoltre particolarmente indicato per interventi su edifici storici e vincolati, dove è necessario un approccio compatibile con le caratteristiche del manufatto originale.
Il sistema CRM trova applicazione soprattutto in tre situazioni: il miglioramento sismico di edifici storici, gli interventi post-evento sismico e il consolidamento di strutture in stato di degrado. In tutti questi casi, la progettazione dell’intervento deve seguire le indicazioni della circolare ministeriale applicativa delle NTC18, basata su una valutazione approfondita dello stato dell’edificio.